Come fare un business plan per startup: la guida completa in 7 passi

di Mattia Esposito · 30 settembre 2026

Scrivere un business plan per una startup non significa compilare un modello trovato online. Significa prendere decisioni: a chi vendere, contro chi competere, quanto capitale serve e quando il progetto starà in piedi da solo. In questa guida trovi il percorso in sette passi che usiamo ogni giorno con i founder, lo stesso descritto nel libro BMV Canvas, con strumenti, esempi ed errori da evitare per ciascuna fase.

Team di una startup al lavoro sulla lavagna durante la pianificazione del business plan
Team di una startup al lavoro sulla lavagna durante la pianificazione del business plan. Foto: Unsplash

Cos'è un business plan per startup

Il business plan è il documento che descrive un progetto d'impresa e ne dimostra la sostenibilità: parte dall'opportunità di mercato, spiega come la startup intende coglierla e traduce tutto in numeri. Per una startup ha una particolarità rispetto a quello di un'azienda avviata: non ci sono bilanci passati su cui appoggiarsi, quindi ogni previsione deve derivare da ipotesi esplicite e verificabili.

Un buon business plan per startup risponde a quattro domande:

Perché scriverlo: 5 motivi

Molti founder scrivono il business plan solo quando un investitore o un bando lo chiedono. È un errore, perché il suo valore principale è interno.

  1. Ti obbliga a scegliere. Mettere per iscritto target, prezzi e canali costringe a decidere, e le decisioni rimandate sono il primo motivo per cui una startup perde tempo e soldi.
  2. Riduce il rischio. Analizzare il mercato prima di investire permette di scoprire presto se l'idea regge.
  3. Serve per raccogliere capitale. Business angel, fondi di venture capital, banche e bandi di finanza agevolata lo richiedono, spesso in un formato preciso.
  4. Allinea il team. Soci e collaboratori lavorano sugli stessi obiettivi e sugli stessi numeri.
  5. Diventa uno strumento di controllo. Confrontare ogni trimestre i risultati reali con le previsioni ti dice subito dove intervenire.

Prima di iniziare: cosa ti serve

Prima di aprire il foglio di calcolo, raccogli il materiale di base. Ti farà risparmiare settimane.

Passo 1. Analizza il mercato

Tutto parte da qui. L'errore più comune è scrivere il business plan partendo dal prodotto; il punto di partenza giusto è il cliente e il problema che ha.

Cosa fare

Definisci il segmento di clienti e stima la dimensione del mercato su tre livelli:

Accanto alla dimensione, analizza i trend: il mercato cresce o si contrae? Cosa sta cambiando nei comportamenti dei clienti, nella tecnologia, nella regolamentazione?

Esempio

Prendiamo una startup ipotetica che vende un software di prenotazione per palestre indipendenti in Italia. Il TAM è la spesa complessiva delle palestre italiane in software gestionali; il SAM è la parte relativa alle palestre indipendenti, escluse le catene che usano sistemi proprietari; il SOM è la quota raggiungibile con la forza vendita e il budget di marketing previsti. Partire dal basso, cioè da quanti clienti puoi acquisire ogni mese, è quasi sempre più credibile che partire da una percentuale del mercato totale.

Errori da evitare

Passo 2. Studia la concorrenza

"Non abbiamo concorrenti" è la frase che un investitore sente più spesso e a cui crede meno. Se nessuno risolve il problema, il cliente oggi usa comunque un'alternativa: un foglio Excel, un fornitore generico, oppure nulla.

Cosa fare

Lo strumento

Nel metodo BMV usiamo la Matrice Blue Ocean, che incrocia la competitività della startup con il numero di concorrenti e colloca il progetto in uno di quattro quadranti: Caporetto, El Clasico, Hidden Paradise e Blue Ocean. Il quadrante in cui cadi indica se stai entrando in una guerra di posizione o in uno spazio ancora libero, e quindi quanto dovrai investire per conquistare clienti.

Analisi di mercato e strategia organizzate con post-it su una bacheca
Analisi di mercato e strategia organizzate con post-it su una bacheca. Foto: Unsplash

Passo 3. Valuta l'attrattività del mercato

Dati di mercato e analisi competitiva vanno trasformati in un giudizio: questo mercato è attrattivo per te, oggi, con le risorse che hai?

I fattori da considerare

Il passaggio decisivo è assegnare un peso e un punteggio a ciascun fattore. Una valutazione numerica rende il giudizio confrontabile tra scenari diversi e meno esposto all'entusiasmo del founder. È la logica con cui il BMV Canvas valuta i fattori esterni: attrattività del contesto, attrattività del mercato e competitività del mercato.

Passo 4. Definisci la strategia

Con il quadro di mercato davanti, puoi fare le scelte strategiche. Sono poche ma determinanti.

Le scelte da fare

Scrivi anche cosa non farai. È parte della strategia quanto le scelte positive, e rassicura chi legge sul fatto che hai chiaro il perimetro del progetto.

Passo 5. Costruisci il business model

Il business model descrive come la startup crea, distribuisce e trattiene valore. Il modo più diffuso per rappresentarlo è il Business Model Canvas, con i suoi nove blocchi: segmenti di clientela, proposta di valore, canali, relazioni con i clienti, flussi di ricavo, risorse chiave, attività chiave, partner chiave e struttura dei costi.

Dal disegno alla scelta

Il limite del canvas classico è che indica le aree in cui decidere, ma non come decidere. Il BMV Canvas aggiunge i modelli decisionali: matrici e fogli di calcolo per scegliere tra le alternative. Due esempi:

Le metriche da fissare subito

Qualunque sia il modello, definisci fin da qui il costo di acquisizione del cliente (CAC), il valore del cliente nel tempo (LTV) e il margine lordo per unità venduta. Un modello sano ha un LTV nettamente superiore al CAC: come regola pratica molti investitori guardano a un rapporto di almeno tre a uno.

Passo 6. Scrivi il piano economico-finanziario

Qui il modello di business diventa numeri. È la parte che spaventa di più i founder ed è anche quella su cui investitori e banche si concentrano di più.

I documenti che servono

Esempio di sintesi

Una tabella di sintesi come questa, con valori puramente illustrativi, aiuta chi legge a capire in pochi secondi la traiettoria del progetto.

Valori in migliaia di euroAnno 1Anno 2Anno 3
Ricavi120380850
Costi operativi310450640
EBITDA-190-70210
Cassa di fine anno210140350

Valori di esempio, non riferiti a un progetto reale.

Errori da evitare

Passo 7. Valuta il progetto

L'ultimo passo è quello che quasi tutti saltano: dare un giudizio complessivo al progetto. Un business plan che descrive senza valutare lascia la decisione a chi lo legge; uno che si valuta da solo dimostra consapevolezza.

Come funziona con il BMV Canvas

Il BMV Canvas valuta nove blocchi raggruppati in tre famiglie:

Il risultato sono tre indicatori di sintesi: BMV Score, Startup DNA e Investor Score, che esprimono il rating del progetto in termini di fattibilità, profittabilità e finanziabilità. Da qui si ricava anche una stima della valutazione pre-money, utile per impostare un eventuale round.

Sapere dove il progetto è debole prima di presentarlo permette di intervenire: rivedere il target, cambiare il modello di costo, rimandare un investimento.

Come scrivere l'executive summary

L'executive summary è la prima pagina del business plan ma va scritto per ultimo, quando tutti i numeri sono definitivi. Spesso è l'unica parte che un investitore legge per intero, quindi deve stare in due pagine e contenere:

  1. Il problema e la soluzione, in poche righe.
  2. Il mercato e la sua dimensione.
  3. Il modello di business e il vantaggio competitivo.
  4. Il team e perché è quello giusto.
  5. I numeri chiave: ricavi, break-even, fabbisogno finanziario.
  6. La richiesta: quanto capitale cerchi e come lo userai.

Gli errori più comuni

Checklist finale

Prima di inviare il business plan, verifica di poter rispondere sì a ogni punto:

Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un business plan per startup?

Per un investitore bastano un executive summary di due pagine e un documento completo di 20-30 pagine, con il modello finanziario in allegato. Per bandi e banche il formato è spesso stabilito dall'ente.

Su quanti anni vanno fatte le previsioni?

Di solito su tre-cinque anni, con il primo anno dettagliato mese per mese e i successivi su base annuale.

Business plan e pitch deck sono la stessa cosa?

No. Il pitch deck è una presentazione sintetica di 10-15 slide per il primo incontro; il business plan è il documento completo che lo sostiene e che l'investitore chiede quando l'interesse diventa concreto.

Serve un commercialista per scrivere il business plan?

Il piano economico-finanziario richiede competenze contabili, ma strategia e business model sono responsabilità dei founder. Spesso conviene lavorare con un advisor che segua entrambe le parti.

Che cos'è il BMV Canvas?

È un modello decisionale e valutativo per il business plan delle startup, descritto nel libro BMV Canvas di Mattia Esposito. Valuta nove blocchi strategici e restituisce un rating del progetto.